Transizione 5.0, introdotto un nuovo credito d"™imposta con il decreto Pnrr

Con i 6,3 miliardi di euro messi a disposizione a valere sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che si aggiungono ai 6,4 residui per la prosecuzione del Piano 4.0 fino al 2025 (per un totale di circa 13 miliardi), il governo punta a promuovere l’innovazione, la sostenibilità e l’efficienza energetica delle imprese. Come previsto dall’art. 38 del dl 19/2024, l’accesso al credito d’imposta ammonta al 45% della spesa fino a 50 milioni di euro per investimenti su beni strumentali materiali e immateriali nell’ambito di progetti innovativi da realizzare nel 2024-2025, da cui derivi una riduzione dei consumi energetici non inferiore al 3% – 5%.
Chi può beneficiare del credito d’imposta
Il nuovo credito d’imposta spetta alle imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito. Il beneficio può essere usufruito anche dalle imprese che adottano regimi forfetari di determinazione del reddito.
A quanto ammonta il credito d’imposta
Il credito d’imposta è commisurato alla percentuale di risparmio sul consumo energetico:
dal 35% al 45% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro
dal 15% al 25% della spesa per gli investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
dal 5% al 15% della spesa, per gli investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di 50 milioni
I costi ammissibili sono calcolati per anno per ciascuna impresa beneficiaria.
La procedura
Il bonus sarà fruibile nel rispetto di determinati parametri e solo se verrà rispettata una precisa procedura burocratica che prevede la comunicazione preventiva del progetto di investimento al Gse (Gestore servizi energetici), il quale procederà poi a determinare il credito d’imposta utilizzabile fino al 31 dicembre 2025, con il coinvolgimento del ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) e dell’Agenzia delle entrate. Per ottenere il riconoscimento del bonus 5.0 l’impresa dovrà far asseverare da esperti il risparmio energetico raggiunto (rispetto al periodo precedente l’avvio dell’investimento agevolato), di almeno il 3% della struttura produttiva o in alternativa di almeno il 5% dei processi produttivi interessati dall’agevolazione.
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